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BACOLI| Flegrea Lavoro adotta il Modello 231: correttezza e trasparenza amministrativa

Legalità, correttezza, integrità e trasparenza. Sono questi i principi su cui punta la Flegrea Lavoro Spa, l’azienda di igiene urbana del Comune di Bacoli (Na).

La società, infatti, ha adottato un Modello di organizzazione, gestione e controllo (Modello 231), per assicurare la correttezza e la trasparenza nella gestione delle attività e per prevenire eventuali reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’azienda. 

In questo modo la Flegrea Lavoro, oltre a recepire il Decreto Legislativo 231 dell’8 giugno 2001 (“Decreto 231/01”) sulla responsabilità amministrativa degli enti, nell’ambito delle attività individuate come sensibili al potenziale rischio di realizzazione di un illecito, tutela la reputazione aziendale e risponde alle aspettative degli stakeholder.

Spiega l’Amministratore Unico Valentina Sanfelice di Bagnoli: “Una misura con cui la Flegrea Lavoro ha raggiunto un importantissimo ulteriore traguardo, e che attiene alla cosiddetta ‘compliance aziendale’, ossia a come un’impresa si debba adeguare non solo alle norme, ma anche al contesto socio-culturale che le gravita attorno, tutelando, allo stesso tempo, salute e sicurezza dei lavoratori”.

La società ha istituito, come previsto dalla normativa, un Organismo di Vigilanza, rappresentato dal prof. avv. Fabio Fogliamanzillo, con il compito di vigilare sulla corretta esecuzione delle procedure e adozione del MOG – Modello Organizzativo di Gestione – oltre che del codice di comportamento e di tutti i regolamenti interni.

In ottemperanza al modello 231, la Flegrea Lavoro ha pubblicato sul proprio sito internet nella sezione “contatti” il modulo whistleblowing attraverso il quale tutti gli utenti, dipendenti, stakeholder, potranno segnalare in maniera anonima qualsiasi vicenda ritenuta rilevante.

Continua l’amm. Sanfelice di Bagnoli: “Il tema è di rilevante attualità non solo per chi dirige un’azienda o per chi è un lavoratore dipendente, ma anche per tutti i liberi professionisti che la affiancano e la supportano. Anche il comparto pubblico è chiamato ad essere “compliant”, ad esempio per prevenire i fenomeni di corruzione e, in generale, i comportamenti scorretti”.

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