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La segnalazione – “La valorizzazione delle Grotte dell’Acqua è una priorità”

*Riceviamo e pubblichiamo

Riportiamo l’appello lanciato dal Coordinamento delle Periferie (comitato di quartiere) il 12/06/2020 al Comune di Bacoli (NA), alla Città metropolitana, alla Regione Campania, al Ministero dei Beni Culturali per la Campania, alla Soprintendenza per l’Area metropolitana di Napoli, al Parco archeologico di Campi flegrei.

Le “Grotte dell’Acqua” sono cisterne romane d’età tardo-repubblicana sulla sponda nord del lago Fusaro, tutt’oggi con acque calde sorgive. Esse si presentano come tre “grotte” in successione: la prima è per metà sommersa e collegata al lago tramite un canale di scolo; la seconda è emersa; la terza è sommersa ma la volta è ceduta: essa inoltre è separata dalle altre due “grotte” da un cancello inopportunamente istallato nel 2015. Quando nel 2009 operammo una pulizia di questa area lo facemmo per protestare contro l’oblio cui le “Grotte dell’Acqua” erano state abbandonate dalle istituzioni.

Dopo oltre dieci anni la situazione purtroppo non è molto cambiata :
a) L’area limitrofa è invasa da rovi, sterpaglia, immondizia ;
b) La prima “grotta”, sorretta da punteggi ossidati ed instabili, rischia di crollare: al suo interno le acque calde ristagnano in una patina salmastra e maleodorante ;
c) Il canale di scolo della prima “grotta” è ostruito da rifiuti, fogliame, plastica: vi sono anche un pneumatico, una boa per i mitili, manufatti in calce che – se recenti – hanno alterato lo stato del monumento ;
d) La seconda “grotta” anch’essa sostenuta da punteggi ossidati, è piena di rifiuti, soprattutto fazzoletti, plastica, polistirolo.

Adesso l’attuale Amministrazione sembra voglia puntare al rilancio dei beni comuni e culturali.
Da parte nostra riteniamo che le “Grotte dell’Acqua” siano una priorità. Perché sono l’unico sito – assieme al Colombario del Fusaro – nella piena disponibilità del Comune che sembra abbia già un progetto finanziato e che i cittadini vogliono visionare.
Perché rappresentano un unicum che associa ambiente e storia, archeologia e geologia, in una sintesi di rara importanza ed eccezionale bellezza.
Perché sono anche un luogo della memoria, storica e sociale, delle generazioni del Fusaro: i nostri padri, i nostri nonni ci sono stati, hanno legato la loro vita a questi luoghi che riaffiorano nei loro ricordi e nella cultura del nostro paese.

Per segnalare il degrado in cui viviamo passiamo per quelli che fanno solo critiche. Non lo crediamo e questa volta vogliamo noi prospettare un percorso che l’Amministrazione può seguire per “salvare” le “Grotte dell’Acque”. Proponiamo anzitutto di separare il complesso archeologico vero e proprio – cioè le tre “grotte” – dall’area limitrofa attraverso pannelli che non impattino sul sito e sulla sua visibilità.

Quindi perseguire per il complesso archeologico i progetti in corso anche riprendendo le ricerche sul sito da parte delle università: già nel progetto del 2015 si ravvisava la necessità di carotaggi per studiare le sussistenze archeologiche sommerse. Così distinta dal complesso archeologico il Comune potrà subito intervenire per “bonificare” l’area limitrofa attraverso una pulizia straordinaria, il periodico diserbamento, l’apposizione di cestini, panchine, cartellonistica. Ripulita l’area limitrofa il Comune potrà garantirne la libera e gratuita fruizione da parte dei cittadini in quanto l’esperienza ha dimostrato che gli spazi pubblici non appena chiusi diventano “discariche a cielo aperto”. Queste idee, semplici ma operative, sono il nostro contributo affinché le “Grotte dell’Acqua” possono rappresentare una nuova fase, quel riscatto delle nostre Periferie cui noi uomini delle frazioni continuiamo a credere“.

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