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LA SEGNALAZIONE| “Mia madre di 80 anni ricoverata all’ospedale di Pozzuoli è oggetto dello scaricabarile”

*Riceviamo e pubblichiamo

Egregio direttore, Le parlo dell’ultimo-ma non tale-episodio di malasanità dell’ormai famigerato ospedale Santa Maria Delle Grazie dove, se non sei il parente di qualcuno interno all’organico sei oggetto del loro scaricabarile e spallucce varie. Mia madre, 80 anni compiuti, venerdì sera è stata ricoverata per una frattura al femore: dopo la prima anamnesi, abbiamo portato le medicine che giornalmente prende e che l’ospedale non passa (parola dall’ortopedico che l’ha ricoverata).

Ci hanno detto che potevamo vederla il giorno successivo (6 gennaio) alle 13, con tampone e mascherina: qui la prima cavolata considerando che il personale entra ed esce dal nosocomio e dai reparti senza nessuna precauzione, vivendo la propria vita e la propria socialità. Ma poi, il cosiddetto covid, non era stato globalmente declassato ad influenza per cui le mascherine e i tamponi erano un opzional? Ma andiamo avanti: non ci hanno fatto entrare perché era un giorno festivo e non c’era personale per vigilare 20 persone (una per ammalato).

Mia madre, in preda al panico per essere stata lasciata sola, risulta disorientata e quindi debolmente sedata, fino a ieri sera, quando si sveglia e, cercando il cellulare, lo fa cadere fuori dal letto: bussa il campanello per essere aiutata ma nessuno si fa vivo. Tutto ciò lo veniamo a sapere dalla signora del letto accanto che le fa fare una telefonata: cerco disperatamente di contattare il reparto, il centralino, altri reparti ma NULLA. Nessuna risposta. IL VUOTO PNEUMATICO. Finalmente mia madre recupera il cellulare e mi chiama mentre stavo andando proprio da lei, tranquillizzandomi.

STAMATTINA le telefono e, mentre parliamo, un infermiere le comunica che mercoledì la operano: vado in ospedale e chiedo all’infermiere di turno dettagli riguardo l’operazione e alla somministrazione dei farmaci, quantomeno per sapere se li stava prendendo: disgustato ed inorridito mi dice che è compito loro la somministrazione farmacologica e quella del cibo. Alle 13,30 finalmente fanno entrare mia sorella che, incinta di 31settimane, le cambia la biancheria che aveva addosso da 3 giorni, l’aiuta a mangiare perché era digiuna in quanto non riesce a muoversi e scopre da un infermiere che le sue medicine non sono tenuti a somministrargliele; inoltre “chi vi ha detto che sarà operata mercoledì?!?” Intanto mia madre, 80 anni, con varie patologie pregresse, giace in un letto in attesa di notizie certe, in quanto a noi figli non è permesso neppure parlare con un medico, che risulta essere quell’ora sempre in camera operatoria“.

Mena Del Giudice

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