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Puteolana, il bomber Grezio: “Pozzuoli? Città dal gran valore”

Campionato fermo per l’Eccellenza, con la ripresa fissata per il 23 gennaio. La Puteolana intanto continua il proprio programma di allenamenti, sperando che si torni effettivamente a giocare, senza altri rinvii. In questi giorni, ai microfoni della società, si sono raccontati Di Lorenzo e Grezio, per la rubrica ‘Diavoli ai Raggi X’. Tanti gli argomenti trattati con i due calciatori.

Grezio – “Il calcio è stato fin da piccolo la mia più grande passione, una vera ragione di vita. Il gol più bello segnato credo sia tra Arzanese ed Ebolitana, in finale di Coppa, all’ultimo secondo. Purtroppo perdemmo ai rigori quella partita. Porto con l’emozione di segnare un gol in una finale del genere. Il covid ha cambiato la nostra vita, in particolar modo per chi fa il nostro lavoro. Ci siamo allenati settimane intere senza sapere se e quando saremmo tornati in campo. E’ stata davvero dura. Giocare in uno stadio vuoto è secondo me uno svantaggio, non c’è la pressione del pubblico. Una persona di riferimento per me è stata Ciccio Troise, una persona sotto l’aspetto umano incredibile. Un allenatore preparato, non smetterò mai di ringraziarlo per quel che ha fatto per me. Il mio calciatore preferito è stato Ronaldo il Fenomeno, non avendo visto calciatori del calibro di Maradona e Pelé. Ho vissuto i suoi anni all’Inter, quello che ho visto fare a lui andava al di fuori del normale. Pozzuoli? Una città dal gran valore, le cose in campo stanno andando per il verso giusto, ma è ancora presto“.

Di Lorenzo – “Per me giocare a calcio è un sogno, che rincorro fin da bambino. Prendo esempio e spunto dai grandi di questo sport. Il calcio col covid? Un periodo particolare, star fermo, soprattutto nel primo lockdown, è stato difficile. Giocare in uno stadio vuoto è una brutta sensazione, avere i tifosi allo stadio ti dà maggiore pressione, ma anche maggiore supporto. Da piccolo la prima partita che vidi allo stadio fu Napoli-Lecce, col gol di Cavani allo scadere. Il mio calciatore preferito è stato Ronaldinho, in avvio di carriera ho scelto il numero 80 proprio perché ce l’aveva lui. Per me l’emozione più bella fino ad oggi è stata sicuramente l’esperienza col Bisceglie, con gli allenamenti in prima squadra. Oggi siamo in una piazza importante, speriamo che col Covid non ci sia una diminuzione di tifosi allo stadio, perché abbiamo bisogno del loro apporto“.

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