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LA CURIOSITÀ| “Vincenzo a Mare” rivive grazie ad un artigiano puteolano – LE FOTO

Quello che fu uno dei più famosi ristoranti puteolani e non solo, “Vincenzo a Mare”, rivive oggi grazie al diorama realizzato da Davide Alimonti, un artigiano puteolano trapiantato al nord Italia, in quel di Salsomaggiore Terme. Una passione quella di Davide che è diventata un vero e proprio lavoro, spaziando dalla lavorazione del legno in tutte le sue forme, al disegno in 3d e alla stampa con plastica e resina.

Un modello quello costruito da Davide che ricalca fedelmente in ogni particolare il ristorante portato alla ribalta dall’esperto di arte culinaria Vincenzo Maiorano e diventato negli anni cinquanta teatro di numerosi film come “Io, mammeta e tu” con Domenico Modugno. Manufatto che sarà preso in consegna dal maestro Antonio Isabettini, che in autunno realizzerà un evento per poter permettere a tutti i cittadini di ammirare da vicino il capolavoro realizzato da Davide.

Questo progetto nasce grazie alla comunità di Pozzuoli che non ha mai smesso di ricordare che “aret i blocc” c’era, in quel determinato punto, un bel edificio abbattuto da tempo. Raccolto il materiale, grazie al supporto fornitomi da Giuseppe Peluso e Antonio Isabettini, butto giù qualche schizzo a mano, lascio passare qualche giorno per riflettere e per ricavare qualche misura reale e mi accingo a disegnarlo con il CAD 3D. Dopodichè elaboro e realizzo l’edificio partendo da una struttura in legno che misura 30×30 centimetri circa, composta da pezzi che ho fatto lavorare ad una CNC a controllo numerico in mio possesso. Assemblato e rifinito con un mini trapano con una punta diamantata ho invecchiato il tutto – racconta Davide.

Il passo successivo è stato trattarlo con una base di vernice primer come fondo per cominciare a tinteggiarlo e a lumeggiare con vari colori, simulando l’umidita dei muri, delle muffe e degli sgocciolamenti dei metalli che arrugginiscono e si deteriorano ciò grazie all’hobby della pittura che mi appassiona da sempre – sottolinea Davide. Continuo con la realizzazione in resina di infissi aggiungendo vetri trasparenti, e la maggior parte degli elementi che lo compongono. Infine il mare con il vento che soffia sul pelo dell’acqua che alza le creste e spuzza, una colata di resina modellata su una tavola di legno, che annega quasi 1 centimetro, i “piedi” dell’edificio, le barchette presenti, lo stemma di Pozzuoli, la rosa dei venti e la targhetta con la mia firma.

Consegnerò il manufatto ad Antonio Isabettini, in modo che possa farlo vedere alla comunità, ad anziani che se lo ricordano dal vivo, e ai ragazzi che non lo hanno mai visto. Lo consegno a lui che ha dedicato la sua vita artistica a conoscere al mondo le bellezze di Pozzuoli con orgoglio. In autunno sarà possibile visionare il mio modello, e parlare della sua storia, con il maestro Isabettini“.

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