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Confiscato il “Castello delle Cerimonie”, La Sonrisa diventa proprietà del Comune

La Sonrisa, albergo e ristorante di lusso di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, noto come “Il Castello delle Cerimonie” per la popolare trasmissione di matrimoni napoletani in onda su Real Time, è stato sottoposto a sequestro. 

Dopo la sentenza di ieri emessa dalla Corte di Cassazione, la struttura è stata confiscata e diventerà di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate. La famiglia Polese, proprietaria del Castello simbolo della cittadina, pensa già al ricorso alla Corte Europea di Strasburgo

Ma cosa è accaduto a livello giudiziario? La vicenda risale al 2011, quando gli inquirenti avevano contestato una lunga serie di abusi edilizi che sarebbero stati realizzati fin dal 1979 all’interno di un’area pari a 40mila metri quadri.

Ora la definitiva confisca riguarda gli immobili e i terreni su cui sorge la struttura ricettiva, destinati a essere acquisiti nel patrimonio immobiliare del Comune.

Il Tribunale di Torre Annunziata, con sentenza emessa nel 2016, aveva condannato Rita Greco, moglie di Antonio Polese, morta nel 2020, ad un anno di reclusione (pena sospesa) e Agostino Polese (fratello di don Antonio), all’epoca amministratore della società.

La sentenza di primo grado venne però riformata in parte, dalla Corte d’appello di Napoli e da ieri è passata in giudicato, con il pronunciamento della Cassazione che ha anche sancito la prescrizione dei reati contestati agli indagati.

A preoccupare prima di tutto è il livello occupazione: tra stagionali e fissi si parla di circa un centinaio di persone, 40 i dipendenti stabili mentre sono 70 quelli reclutati per i grandi eventi. Ora che finirà nelle mani del Comune per il Castello delle Cerimonie si aprono due soluzioni: o sarà totalmente demolito o potrà esser utilizzato solo a scopi di pubblica utilità.

Il prossimo step sarà un incontro tra Comune e Prefettura. Un’ipotesi accreditata è l’assegnazione della struttura a privati, tramite bando pubblico, che escluderebbe i titolari o appartenenti alla famiglia Polese

Dalla struttura, infine, il Comune dovrebbe ricavare un affitto per pubblica utilità. A Sant’Antonio Abate c’è già un caso simile, con un ristorante che fu confiscato ed è stato lasciato alla gestione privata, assicurando al Comune l’affitto del locale.

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